Perdonanza Celestiniana a Santo Spirito a Majella

Sabato 29 agosto riapre la perdonanza celestiniana presso l’eremo di santo spirito a Majella. La funzione viene celebrata ogni domenica fino al 4 ottobre e concede a tutti i fedeli che vi partecipano il perdono dei propri peccati. Una pratica, Istituita da Papa Benedetto XIV, che estendeva spirituali privilegi concessi da Celestino V grazie ad una bolla papale emessa durante il suo pontificato per elargire l’indulgenza plenaria ai fedeli che partecipavano alla Santa Messa nella Basilica di Collemaggio a L’Aquila il 28 e il 29 agosto.

Le celebrazioni quest’anno si terranno nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di anti-contagio da covid-2019.
I fedeli che desiderano assistere alla funzione, guidati dal personale dell’eremo, dovranno occupare i posti a partire dalle prime file fino ad arrivare alle sedie retrostanti, vicini alla porta di accesso. Al termine della celebrazione il flusso dovrà defluire dai posti retrostanti fino alle prime file.
Vi è l’obbligo di indossare la mascherina per tutto il tempo della Santa Messa.

Nasce il biglietto unico per visitare l’eremo di Santo Spirito e la Valle dell’Orfento

Ha un costo di 12 euro a persona ed è valido per soli adulti, in quanto per le due attività i bambini usufruiscono già di gratuità oppure di sconto sulle tariffe da listino. Ecco tutti i dettagli.

Tiriamo un cauto sospiro di sollievo. Il primo picco epidemico da Covid-19 è ormai superato, ma la percezione di insicurezza è ancora diffusa e una parte della collettività soffre l’ansia da contagio. In generale la tendenza dei più è di provare ad evitare strutture aggregative e luoghi che implicano prossimità fisica tra le persone. In questo contesto da post quarantena la montagna si sta rivelando “il rifugio” ideale. Le famiglie abruzzesi corrono nei weekend a respirare aria fresca in luoghi incantevoli e solitari dell’entroterra regionale. Sulla Majella occidentale le realtà di servizi turistici sono all’opera per accogliere e gestire al meglio i flussi provenienti dalle città.

L’eremo celestiniano di Santo Spirito, nel comune di Roccamorice, gestito dalla cooperativa Ripa Rossa, ha registrato a partire dalla riapertura a fine maggio, oltre duemila presenze. A Caramanico Terme, la realtà di Majambiente che da più di vent’anni si occupa di escursionismo e turismo sostenibile ha ripreso ad organizzare camminate attraverso i sentieri più spettacolari del parco nazionale tra affascinanti canyon, boschi di faggio, eremi e luoghi di culto.

Le due società hanno quindi pensato di unire le forze e realizzare un biglietto unico per permettere ai turisti di visitare, accompagnati dalle guide locali e ad un prezzo di favore, due fra i siti più ricercati nel settore nord occidentale della Majella: la Valle dell’Orfento a Caramanico Terme e L’eremo di Santo Spirito a Roccamorice. Il biglietto ha un costo di 12 euro a persona ed è valido per soli adulti, in quanto per le due attività i bambini usufruiscono già di gratuità oppure di sconto sulle tariffe da listino. Sarà possibile trovarlo in vendita presso l’eremo di Santo Spirito a Majella e il centro informazioni nel comune di Roccamorice; il centro visitatori della Valle dell’Orfento nel comune di Caramanico Terme e presso il centro informazioni del comune di San Valentino.

Per usufruire delle visite guidate è necessaria la prenotazione chiamando Ripa Rossa al numero 366/4249866, e su www.majambiente.it alla sezione “escursioni e attività”. Il ticket non dovrà essere necessariamente speso in un unico giorno, ma sarà valido a partire dal 13 luglio e fino al 31 agosto. Al momento del check in per la visita guidata il visitatore dovrà consegnare e vidimare il talloncino relativo al luogo che si appresta a visitare all’operatore di turno al front office oppure alla guida stessa.

#Dantedì

Raccogliamo anche noi l’invito del Ministero dei Beni Culturali e in collaborazione con la Piccola Bottega Teatrale celebriamo il primo #dantedì stando a casa, ascoltando dalla voce dell’attore e regista Mario Massari il terzo canto dell’inferno, dedicato agli ignavi..

Sorprese Nella Notte

Sorprese inaspettate ed incontri emozionanti ci hanno accompagnati nel corso della nostra escursione serale, domenca 6 ottobre per ascoltare il bramito del cervo.

Partiti da Macchie di Coco, nel comune di Roccamorice, ci siamo incamminati verso l’Eremo di San Bartolomeo in Legio. Dopo appena 15 minuti ecco il primo avvistamento: un gruppetto di femmine di cervo che pascolano tranquille sull’altro versante del vallone. Le osserviamo ammirati, fra di loro c’è anche un giovane di pochi anni. Soddisfatti di questo primo incontro ripartiamo verso San Bartolomeo, che attraversiamo quasi senza fermarci. La sosta potrebbe essere lunghissima, per ripercorrere la storia di Pietro da Morrone e le tante tradizioni legate all’eremo, ma tutti conoscono bene il luogo e il pensiero è già rivolto alla nostra meta, la valle Giumentina, dove cercheremo di ascoltare il possente bramito dei cervi maschi.

Dopo una ripida salita e sotto una leggera pioggia entriamo finalmente in valle Giumentina e l’atmosfera magica del luogo fa dimenticare ogni altro pensiero; l’aria buia e pesante delle tipiche giornate autunnali, che in città sarebbe impossibile apprezzare, qui diventa magica ed indimenticabile ed una piccola apertura tra le nuvole in lontananza, dove il Morrone si collega al Gran Sasso, permette di vedere dei colorati sprazzi di tramonto.

I cervi però sono silenziosi e non abbiamo sentito neanche un bramito da quando siamo arrivati,

possibile che sia già terminato il periodo degli scontri tra maschi, attivi fino a pochi giorni fa? Nonostante la bellezza del posto c’è ovviamente un po’ di delusione, ma ormai dobbiamo accendere le torce e tornare indietro. All’improvviso però qualcosa attraversa la strada a pochi metri da noi, un maestoso maschio che fugge veloce, ed ecco che lo sforzo della camminata viene subito ripagato (eppure non sarà questa la sorpresa più bella della serata).

A questo punto la concentrazione è tutta rivolta alla discesa insidiosa e scivolosa, che affrontiamo con la dovuta prudenza, quando ormai intorno è tutto buio e si nota solo la gigantesca massa della montagna di fronte a noi, ancora più nera del resto. Tornati a San Bartolomeo, nonostante sia un luogo familiare, vederlo illuminato solo dalla luce delle torce spinge tutti ad entrare e dare un’occhiata, quasi ad assicurarsi che sia lo stesso eremo di sempre. Scattiamo una foto e ripartiamo, contenti ed emozionati per i due incontri con gli animali e per la bellezza della passeggiata in notturna, accompagnati dai suoni della natura che diventano completamente nuovi rispetti a quelli a cui si è abituati.

Quando ormai manca poco all’arrivo ed inevitabilmente i pensieri vanno alla cena imminente, un suono inconfondibile si avverte nell’oscurità. Cerchiamo freneticamente di illuminare il buio davanti a noi e finalmente, a non più di 50 metri di distanza, vediamo due grossi maschi che, lasciati da parte bramiti ed avvertimenti, si scontrano direttamente a suon di cornate per stabilire chi avrà diritto ad accoppiarsi con le femmine. La lotta dura pochi secondi (che a tutti però saranno sembrati molti di più) ed il cervo alla nostra destra indietreggia leggermente. A questo punto i due animali si accorgono delle nostre torce e noi, felici dell’opportunità di aver assistito ad un evento abbastanza raro e difficile da vedere, evitiamo di disturbarli ulteriormente. Eppure poco dopo torniamo a sentire i due scontrarsi, evidentemente non contenti del risultato precedente.

Tornati al punto di partenza siamo ormai ai saluti e ci scambiamo impressioni e osservazioni sull’escursione quando sentiamo in lontananza anche un bramito, così da poter davvero dire alla fine di aver visto e sentito tutto quello che valeva la pena di vedere e sentire! Un ringraziamento va a tutti i partecipanti alla nostra escursione: Francesca, Gabriele, Antonio, Paul e Bernadette, che hanno condiviso con noi questa esperienza unica immersi nella natura.